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Documento MEF PMI-Banche: cosa chiede la banca sui dati ESG
Marco Paparelli – Studio Paparelli Pubblicato il Aggiornato il
Sempre più banche, in istruttoria o in fase di rinnovo di un fido, chiedono alle imprese informazioni su energia, emissioni, personale e governance. Per evitare che ogni banca usi un questionario diverso, il Tavolo per la Finanza Sostenibile ha pubblicato a dicembre 2024 il documento "Il dialogo di sostenibilità tra PMI e banche".
Ecco cosa contiene, cosa chiede davvero la banca e come arrivare preparati.
Chi l'ha scritto e a cosa serve
Il documento nasce dal Tavolo per la Finanza Sostenibile promosso dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, con il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Banca d'Italia, CONSOB, IVASS e COVIP. La versione definitiva è di dicembre 2024, dopo una consultazione pubblica.
L'obiettivo è uno solo: dare a PMI e banche un elenco comune di informazioni. Chi lavora con più banche risponde una volta sola, nello stesso formato.
L'uso è volontario, sia per le imprese sia per le banche.
Perché la banca chiede questi dati
Le banche devono valutare i rischi ambientali, sociali e di governance dei propri clienti e pubblicare informazioni su questi rischi secondo le regole europee di vigilanza. Per farlo hanno bisogno di dati che spesso solo l'impresa possiede: quanta energia consuma, quanto emette, se i suoi immobili sono esposti ad alluvioni.
Un'impresa che risponde in modo ordinato e completo rende più semplice la valutazione del proprio merito creditizio.
Come è fatto il documento
Il documento elenca 40 informazioni, raccolte in cinque sezioni. Per ognuna indica tipo di dato, unità di misura e livello di priorità.
| Sezione | Cosa chiede, in sintesi |
|---|---|
| Informazioni generali | Dati identificativi, sedi, codici ATECO, struttura organizzativa, eventuali rating o certificazioni |
| Cambiamento climatico | Consumi di energia, emissioni Scope 1 e 2, obiettivi di riduzione, rischi fisici e di transizione, coperture assicurative, attestati di prestazione energetica (APE) degli immobili in garanzia |
| Ambiente | Rifiuti, acqua, inquinamento, biodiversità, uso delle risorse |
| Società e forza lavoro | Composizione del personale, salute e sicurezza, formazione |
| Condotta d'impresa | Misure anticorruzione e pratiche di governance |
Le informazioni hanno due livelli:
- Priorità 1: considerate essenziali dalle banche. Sono il minimo anche per le microimprese.
- Priorità 2: utili, ma potrebbero richiedere uno sforzo eccessivo a una microimpresa. Si forniscono quando possibile.
Se un dato non è disponibile o non riguarda l'impresa, lo si indica ("non disponibile" o "non applicabile") invece di lasciarlo in bianco.
Le richieste tipiche della banca
Rispetto ad altri questionari, il documento mette l'accento su alcuni punti legati al credito:
- APE degli immobili dati in garanzia.
- Rischi fisici: esposizione di sedi e stabilimenti ad alluvioni, tempeste, ondate di calore, terremoti, e le misure adottate.
- Rischi di transizione: effetti di nuove regole, contenziosi o cambi di mercato legati al clima.
- Coperture assicurative contro gli eventi climatici.
Il legame con il VSME
Il documento è molto vicino allo standard europeo VSME e molti indicatori coincidono. La differenza è di scopo: il documento MEF si limita a quello che serve alla banca, il VSME parla a tutti gli interlocutori dell'impresa, clienti compresi.
In pratica conviene raccogliere i dati una volta sola, secondo il VSME, e da lì estrarre le risposte per la banca.
Come prepararsi in 4 passi
- Recupera gli APE degli immobili di proprietà, soprattutto di quelli dati in garanzia.
- Metti in ordine i consumi energetici dell'ultimo anno e calcola le emissioni Scope 1 e 2 (vedi la guida allo Scope 2).
- Verifica l'esposizione ai rischi climatici di sedi e stabilimenti e le polizze in essere.
- Prepara i dati del personale (organico, infortuni, formazione) e le politiche già adottate, come codice etico o modello 231.
Come aiuta ESG-PMI
ESG-PMI organizza le 40 informazioni del documento MEF in un percorso guidato e prepara il dossier da consegnare alla banca. I dati già inseriti per il VSME vengono riutilizzati: niente doppia compilazione.
Scopri il modulo PMI-Banche oppure richiedi una demo.
Domande frequenti
Il documento MEF PMI-Banche è obbligatorio?
No. L'uso è volontario sia per le imprese sia per le banche. È però sempre più utilizzato come base per le richieste di dati ESG in fase di credito.
Quante informazioni chiede il documento?
Quaranta, divise in cinque sezioni: informazioni generali, clima, ambiente, società e forza lavoro, condotta d'impresa.
Una microimpresa deve rispondere a tutto?
No. Il documento distingue tra informazioni di priorità 1, considerate il minimo anche per le microimprese, e di priorità 2, da fornire quando possibile.
Che differenza c'è con il VSME?
Il VSME è uno standard di rendicontazione per tutti gli interlocutori dell'impresa. Il documento MEF si concentra sui dati che servono alla banca. Molti indicatori coincidono, quindi gli stessi dati servono a entrambi.
Perché la banca chiede l'APE degli immobili?
Perché le regole europee di vigilanza chiedono alle banche di conoscere la prestazione energetica degli immobili che ricevono in garanzia.
